gennaio 2010


Rivoluzione familiare.

Il Quoziente Familiare (così si chiama veramente) è applicato attualmente in Francia. Mentre in Italia la tassazione è su base individuale, i francesi liquidano le imposte calcolandole sull’insieme degli utili e dei redditi di tutti i componenti del singolo nucleo familiare.

Il Quoziente Parma è una innovativa metodologia di tariffazione dei servizi pubblici comunali e dei sistemi contributivi di sostegno alla famiglia in una logica nuova, messo in atto dall’Amministrazione comunale di Parma.

Dal comunicato stampa inoltrato del comune emiliano, si evince che: “il Quoziente Parma ci permetterà di confezionare tariffe su misura per ognuna delle nostre famiglie” elaborando “un coefficiente correttivo e rendendo più eque e omogenee le tariffe del Comune, rafforzando la capacità economica delle famiglie”.

La logica matematica si basa sul famosissimo modello ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), ma senza modificarne la struttura, e quindi la validità, riesce a realizzare “un miglioramento del trattamento della singola famiglia in relazione ai componenti del nucleo familiare”.

Così facendo “introduce un criterio di maggior equità anche nell’accesso ai servizi e al sistema di welfare” pesando “maggiormente ogni componente familiare, determinando una riduzione dalla tariffa tanto maggiore quanti più saranno i componenti della famiglia e i carichi assistenziali che essa assorbe.”

Il risparmio per il bilancio delle famiglie italiane sarebbe di circa 800 euro annui (fonte Eurispes). Io mi chiedo: perché non riformare la tassazione a livello nazionale e in ciascun comune italiano? Non mi sembra difficile.

Ci sarebbe un minor gettito fiscale derivante dalla riduzione della contribuzione e un risparmio per le famiglie. Si parla appunto di: 3 miliardi di euro di tasse in meno, 2,4 miliardi di euro di incremento di consumi in beni e servizi, e di conseguenza un aumento del gettito fiscale derivante dalle imposte indirette sui consumi.

C’è stata anche una grave polemica, in cui si evince la presuntuosa ignoranza e mala fede del ministro Ignazio La Russa. Ecco il link:

http://www.pierferdinandocasini.it/2010/01/26/quoziente-familiare-casini-a-la-russa-ogni-promessa-e-debito/

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Finalmente è stato scelto il candidato.

“Cari amici, non ho parole da dire se non che farò onore alla nostra regione e combatterò per riscattarla. Mi hanno scelto e da oggi mi impegnerò con entusiasmo e passione per la realizzazione di questo importante progetto.” In queste parole tutta la soddisfazione del neo candidato alla prossime elezioni regionali, designato dal Popolo della Libertà, Nicola Pagliuca, attuale Consigliere Regionale lucano.

Il candidato del Pdl

Dopo un dibattito lungo e tortuoso all’interno della destra lucana, con nomi illustri come l’ex sindaco di Matera Buccico, il senatore del PdL Digilio, l’attuale sindaco di Melfi Navazio, fino al candidato esterno Cristiano Magdi Allam. Ma tutto il discorso relativo alle candidature del centro-destra si è concluso ieri sera, in una nota scarna e semplice: “I coordinatori nazionali, senatore Sandro Bondi, onorevole Ignazio La Russa, e onorevole Denis Verdini, sentito il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, hanno designato i seguenti candidati alle presidenze delle giunte regionali: in Basilicata, Nicola Pagliuca; in Puglia, Rocco Palese; in Toscana, Monica Faenzi; in Umbria, Fiammetta Modena”.

Immediate le reazioni di tutto gli esponenti politici favorevoli alla candidatura. Nella mattinata, il coordinatore del Pdl della Provincia di Matera Cosimo Latronico, e del suo vicario Nuccio Labriola, esprimono “compiacimento per la scelta dei coordinatori nazionali del Pdl che hanno designato una candidatura espressione del territorio lucano”, aggiungendo che “i lucani sapranno apprezzare questa proposta di alternativa al sistema di potere del centrosinistra che ha gestito in maniera fallimentare la regione negando di fatto ogni prospettiva di sviluppo”.

La sinistra non aspettava altro, per iniziare finalmente la campagna elettorale. Ma ancora il quadro non è del tutto chiaro. Infatti girano voci di una candidatura sicura di Cristiano Magdi Allam, con il suo movimento “Io amo l’Italia” (ribattezzato per le future elezioni “Io amo la Basilicata”), che già ha raccolto il fermo appoggio della lista “La Grande Lucania” e del Movimento per la Autonomie lucano. Incerto è anche ciò che faranno i Dec di Falotico.

L’Unione Di Centro, oggi, in una conferenza stampa nella sede del partito a Potenza, ha dichiarato di sostenere il Presidente uscente Vito De Filippo, ma solo conseguentemente alla firma di un accordo programmatico che metta al centro i veri problemi del popolo lucano. Quindi non più una politica clientelare, ma dedita all’agricoltura, all’industria, al turismo, e soprattutto alla eliminazione e razionalizzazione degli enti e amministrazioni del gigantesco apparato regionale.

Un commento della nostra Marta:

Mi soffermo un attimo per una breve analisi critica di questa notizia. Da una parte, ho notato un disorientamento nel PDL lucano, che ha dovuto temere la candidatura di un esterno,Magdi Allam, impiantato dall’alto, per risvegliarsi dal torpore in cui erano caduti. D’altra parte, ho apprezzato il fatto che, mentre si discute ancora di nomi e possibili candidature, l’Unione di Centro ha presentato già un programma condiviso col PD. Questo dimostra che non si parla di opportunismo, ma di voglia di cambiare le sorti di questa Regione, ormai allo sfascio. E allora, accettiamo anche queste alleanze, se significano CAMBIAMENTO.  Speriamo di poter riscrivere una nuova pagina della storia, politica e sociale, della Basilicata, cambiando le cose dall’interno.

Non mi interessa chi possa essere l’autore di questo cambiamento. Io,spero e credo possa esserlo l’UDC.  Sarà così? Ai posteri l’ardua sentenza.

I Vandali?

Dai giornali locali si apprende che Orde di Vandali, armate di noia e ignoranza, siano alla ricerca, per i vicoli di Montalbano Jonico, di una rara reliquia: il divertimento. Per fare ciò utilizzano la loro più potente arma: la maleducazione.

Si tratta, infatti, di maleducazione sociale quella che si è verificata negli ultimi giorni nel comune lucano. Durante le notti fredde, soggetti non ancora identificati, vagano per la città, distruggendo aiuole, rompendo vetri, scrivendo indecorose frasi sui muri cittadini.

Nessuno sa chi siano, né per quale motivo stiano facendo ciò. Nessuno li ha mai visti, né sentiti. Ma altri due fatti ignobili si sono verificati nelle recenti sere del nostro paese: un grave furto al distributore Agip, alle porte dell’abitato, e una scritta contro il ministro della Pubblica Istruzione, sui muri del Provveditorato.

Fatti strani, che però non danno altra spiegazione: odio civile, maleducazione sociale, inciviltà e soprattutto viltà.

I ladri, non possono neanche essere annoverati tra le categorie di soggetti umani, ma più propriamente in quella delle bestie antropomorfe. I vandali distruttori, li possiamo inserire nel gruppo degli annoiati ragazzi maleducati da punire con i lavori sociali. I vandali che hanno scritto con lo spray, non saprei dove inserirli; la questione è diversa, complicata e non compete alle sole forze di polizia. Resta comunque un fatto di gravissima maleducazione.

C’è bisogno di maggior coscienza civile e rispetto nei confronti della pubblica proprietà, e soprattutto della proprietà altrui.

SS 401

Strada Statale 401dell’Alto Ofanto e del Vulture in condizioni pietose!

Ieri sera c’era cattivo tempo. Pioggia, neve e tanta, tanta, tanta nebbia. Stavamo tornando da Melfi, percorrendo la strada Statale 401  dell’Alto Ofanto e del Vulture.  Sono circa 15 km. Sapete quanto tempo abbiamo impiegato per percorrere questo breve tratto di strada? 1h e 15min.

Le condizioni di questa strada sono a dir poco scandalose. Il frequente passaggio di camion ( poiché lo stabilimento della Gaudianello è situato proprio al km. 9826 della statale 401), e le frequenti precipitazioni, hanno reso impossibile il percorrimento di questa strada.

I problemi sono accentuati dalla scarsa (scarsissima, direi) manutenzione da parte dell’ANAS, che gestisce l’intera tratta. Ad esempio, il ritorno a casa sarebbe stato sicuramente più semplice se, a delimitare la carreggiata e le corsie, ci fossero state le linee bianche. Al contrario, delle linee bianche, non ce n’è neanche l’ombra.

Eppure basti pensare che questa strada ospita un notevole bacino di percorrenza. Tutti coloro i quali ogni giorno, per motivi di lavoro o di studio, attraversano la Statale 401, sono costretti a zigzagare pur di evitare le numerose buche (.. crateri, direi!) presenti sulla strada.

Allo stesso tempo, è turisticamente importante, poiché collega duepiccole perle della Basilicata, Monticchio Laghi e Melfi, ricche di suggestivi paesaggi e di grande rilevanza culturale. Allora, perché questa statica condizione? Oramai nessuno si adopera per risolvere questa situazione, nessuno si impegna per far sì che questa strada Statale possa essere degna di questo nome.

E allora, a questo punto, rivolgo una domanda a tutti quei politici Lucani che fanno del turismo il proprio cavallo di battaglia durante le campagne elettorali: Come faranno, i turisti, a raggiungere la Basilicata, con queste infrastrutture?

Marta

Il progetto UDC, una chiave di lettura per chi non l’ha ancora afferrata

http://www.pierferdinandocasini.it/2010/01/24/il-progetto-udc-una-chiave-di-lettura-per-chi-non-lha-ancora-afferrata/

Sono passati ormai due anni dalla frattura col PDL, eppure, ancora oggi, qualcuno sembra mettere in dubbio questo fatto, a mio parere più che evidente. Ancora oggi, infatti, qualcuno insiste nel dire che l’UDC pratica la politica dei due forni, intima alleanze universali, eppure … nessuno ha capito che noi siamo altra cosa, l’UDC è altra cosa.

Forse, però, non è colpa di nessuno, forse manca loro una chiave di lettura. Troviamola insieme! Se soltanto i nostri interlocutori evitassero di interpellarci soltanto durante le elezioni, forse staremmo qui a parlare di un’altra Politica, quella con la ‘P’ maiuscola. Se i nostri interlocutori non ci vedessero come un insieme di voti che camminano, forse parleremmo di progetti, dei nostri progetti.

Parleremmo del progetto UDC: un progetto riformista e nuovo, che prescinde dalle alleanze e dai personalismi. Perché, in questo progetto, tutti sono fondamentali, nessuno però è indispensabile. Più persone costituiscono un gruppo, più idee renderanno presente il nostro futuro. E noi, giovani ragazzi appassionati di Politica, dobbiamo assolutamente puntare con tutte le nostre forze a questo futuro, trasformare i sogni in realtà.

E perciò, proviamo a crederci davvero, a sognare un futuro, un progetto in cui poter credere perché,  come ricorda Paulo Coelho, “nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni”.

Marta

“Quel rapporto segreto della Cia riaccende i riflettori sull’Itrec”

Si riaccendono i riflettori sulle scorie nucleari in Basilicata. Non c’entrano le inchieste giudiziarie, né tantomeno ci sono di mezzo nuove dichiarazioni del pentito della ‘ndrangheta, Francesco Fonti. Tutto nasce, nuovamente, dall’attuale procuratore della Repubblica di Brescia, Nicola Maria Pace che, mercoledì scorso, è stato ascoltato dai componenti della Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti.
Ma non è tanto quanto detto da Pace in commissione a destare scalpore quanto il fatto che pochi giorni prima della sua deposizione, dal sito web del ministero dell’Ambiente siano improvvisamente scomparsi i documenti riguardanti la valutazione di impatto ambientale. A rilanciare la notizia il quotidiano “Il manifesto” in edicola sabato scorso. Pace, ricordiamo, nel corso degli anni Novanta, quando era in servizio a Matera, indagò per primo sul centro Itrec della Trisaia di Rotondella. Centro dove oggi sono ancora custodite le barre di uranio della centrale americana di Elke River.
Ma non solo.
Il centro di Rotondella sarebbe anche stato una sorta di luogo di smistamento per il traffico illecito di scorie nucleari. Quel traffico illecito su cui si è dilungato più e più volte il pentito Francesco Fonti che ha, via via, parlato dell’affondamento delle navi dei veleni e dei fusti di scorie radioattive sotterrate sia in provincia di Matera, sia in Somalia sotto l’autostrada Garoe-Bosaso. Rotondella, navi affondate, Somalia, “caso Alpi”. Tutto collegato.
Ma, come scrive Andrea Palladino su “Il Manifesto”, i laboratori nucleari lucani potrebbero nascondere molte altre storie. E si citano alcuni documenti recentemente declassificati dalla Cia. Documenti in cui si parlerebbe del combustibile nucleare uscito da Rotondella e finito in Iraq attraverso la mediazione del colosso Techinit. Un nome non solo di non poco conto nel panorama industriale italiano ma che avrebbe un ruolo centrale anche nell’impianto Itrec di Rotondella.
Alla Techint, infatti, spetterebbe, secondo quanto previsto da un progetto della Sogin, la messa in sicurezza delle barre di uranio di Elke River e conseguentemente del centro che si trova nel Materano.

Il problema delle scorie in Basilicata sembrava essere stato ormai accantonato. E invece no!
Oggi, a distanza di circa 7 anni dalla memorabile protesta di Scanzano Jonico,ci si ritrova a parlare ancora di questo problema. Un problema grave, che ha, al suo interno, qualcosa di oscuro e pericoloso. Ma nessuno sembra intenzionato a fare chiarezza su quest’argomento, troppo spinoso. Tutto tace.
Non è un caso che vengano messi sotto chiave documenti importanti, come quelli sopracitati. Come non è un caso che in Basilicata, secondo studi autorevoli, le morti legate a tumori sono aumentate negli ultimi anni.
Ora però, noi Lucani siamo stanchi, vogliamo chiarezza, una volta per tutte: sul caso dell’Itrec, come su quello sollevato dal pentito della ‘ndrangheta Fonti.
La chiave della sicurezza di una popolazione sta in una sola parola: chiarezza.
Perché la malavita è amica del buio, e noi,al contrario, vogliamo che sia data nuova luce a questa Regione.
Marta

Ricicliamoli.

La raccolta differenziata in Basilicata raggiunge il livello dell’8%, un 10% dei rifiuti viene incenerito, e tutto il resto viene seppellito nelle discariche che riempiono il nostro territorio. Ormai, alcune colline di terra della Basilicata, non sono più tali, perché sventrate del sottosuolo e riempite di rifiuti urbani.


La nostra regione non ha le strutture, gli impianti e, soprattutto, la volontà di creare un vero è proprio ciclo economico-industriale sulla gestione del rifiuti. Sto parlando di centri di compostaggio, centri di verifica dei rifiuti, centri di raccolta, centri di deposito, centri di smistamento. Servono mezzi e materiali per sviluppare piani di raccolta “porta a porta” nei centri urbani.

È inutile ricordare l’importanza della raccolta differenziata, tutti sappiamo i vantaggi economici e ambientali, il risparmio in termini di tasse, il guadagno dalla vendita dei materiali ricavati, il rinnovamento dello stile di vita di tutti i giorni. Bisogna anche ricordare che le industrie non favoriscono lo sviluppo di una nuova coscienza ambientale nel consumatore.

Buona parte della colpa va agli amministratori lucani. Questi ultimi non riescono a sviluppare, a livello comunale, provinciale e regionale, una cooperazione istituzionale tra di loro per dar vita ad un desiderato e auspicato “Piano Rifiuti”. Non è più possibile considerare i rifiuti qualcosa da sotterrare, da nascondere, a basso costo, in discarica. Ci sono altre soluzioni più lungimiranti.

Va ricordata, a proposito, la “lungimiranza” delle amministrazioni del Metapontino, che usufruiscono della discarica di Colobraro, e che si lamentano per un aumento del costo del servizio di sversamento di rifiuti. Io mi chiedo: perché non sviluppare un piano di raccolta differenziata vero? Tutti sanno conoscono i vantaggi, perché non usufruirne?

Bisogna ricordare che alcuni comuni lucani riescono, con molte difficoltà, a svolgere una primitiva, ma seria differenziazione domiciliare dei rifiuti. Parlo di Montalbano Jonico, Rotonda, Lagonegro, Montescaglioso, Tito, Venosa, che con varie iniziative hanno dato vita al primo germoglio vitale della nuova gestione dei rifiuti. Ricordiamo anche il progetto della Provincia di Potenza, che ben presto farà costruire un moderno impianto di compostaggio per il comprensorio.

La mentalità della gente può essere modificata, mostrando ai cittadini: la convenienza economica derivante dalla riduzione della Tarsu, la convenienza ambientale derivante da una migliore gestione dei loro rifiuti, la convenienza morale e sociale derivante da una nuova logica che fa a meno dello spreco.

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