Conosciamo molto bene l’attenzione che la Regione Basilicata ha nei confronti dei lavoratori dipendenti, soprattutto di quelli che accettano di subire il trattamento clientelare e poi, di conseguenza, ricambiano il favore ricevuto con il voto alle successive elezioni. Insomma un rapporto simbiotico che è tremendamente forte tra i dipendenti pubblici e i politici che hanno peso nei palazzi di Potenza. Un’assunzione può cambiare la vita in Basilicata. Uno stipendio può reggere una famiglia e garantire il futuro. Mille, mille e cento euro netti al mese riescono a zittire qualsiasi coscienza lucana e qualsiasi spirito critico, nascondendo tutto nell’ipocrisia più assoluta.

Ma quello che è accaduto al dibattimento del processo che vede 31 imputati per falso e truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea, tra cui 21 pseudo imprenditori agricoli, un geometra libero professionista e 9 funzionari pubblici che gestivano le pratiche, ha fatto nascere in me qualche dubbio. Ma cosa hanno fatto questi 31 individui? Lo stratagemma dovrebbe essere questo: gli agricoltori dichiaravano di coltivare terreni fintamente in affitto oppure del tutto falsi con ampiezze dei terreni del tutto inventate. Il geometra seguiva gli agricoltori e i funzionari assicuravano alla banda l’assenza di controlli e il rilascio dei verbali necessari per proseguire la pratica.

La Regione Basilicata si è costituita in giudizio solo contro gli agricoltori e il geometra, ma non contro i funzionari pubblici, dichiarando implicitamente la loro innocenza, almeno per quanto riguarda il giudizio della Regione. Insomma ci sono 22 colpevoli e 9 innocenti? 22 privati e 9 pubblici dipendenti? 22 presunti truffatori e 9 agnellini in preda ai lupi della frode? La favoletta non regge in piedi. I 22 presunti colpevoli, per compiere indisturbati il loro progetto, dovevano avere assolutamente un appoggio dei funzionari. Comunque sarà il giudice a decidere le eventuali colpe e i risarcimenti. Ma il tutto potrebbe risolversi con una giustissima condanna dei fantomatici agricoltori e del geometra e un’assoluzione piena, non tanto giusta, dei funzionari. E se poi gli agricoltori volessero condividere il risarcimento dovuto con i funzionari, si dovrebbe aprire un nuovo procedimento giudiziario, che durerebbe troppo tempo per evitare il totale risarcimento. Insomma gli agricoltori non potrebbero rivalersi in tempo ed efficacemente contro i funzionari, loro colleghi nella presunta frode.

Perché la Regione ha fatto una cosa del genere? Davvero ritiene innocenti sulla parola, i 9 funzionari del Dipartimento Agricoltura? Possibile che 22 privati, alquanto maldestri, abbiano eluso i controlli dei funzionari pubblici dediti al controllo? Allora se non c’è concorso di colpa, c’è la negligenza, il mancato controllo, che resta sempre colpa, o l’incapacità di compiere efficacemente il proprio dovere. Possibile che degli individui non agricoltori, cioè senza le dovute certificazioni del loro stato, riescono a presentare richieste per ricevere finanziamenti dall’Unione Europea, su terreni fasullamente presi in affitto, dove non corrispondono gli ettari e dove c’è stato il primo caso in Italia di contratti di affitto unilaterale? Davvero oltre la fantascienza e l’immaginazione. Dubbi a cui la Regione non risponde e che continua a inficiare con comportamenti al limite della decenza.

Annunci