È arrivato il tanto atteso autunno, le prime piogge rinfrescanti, le prime fresche sere di luna. I campi si riempiono di germogli, di pascolo per il bestiame. Le piante riassaporano l’acqua dopo mesi di calura. E se ci si fa un giro in automobile per la nostra stupenda regione e si guarda fuori da finestrino, soprattutto sui cigli della strada, si nota un alternarsi continuo di oggetti colorati, che facendo ben attenzione, assomigliano ad un perpetuo serpente di rifiuti di ogni genere lanciati dai finestrini delle auto, lasciati appositamente scendendo dall’auto, ecc. Emblematica è la situazione nelle piazzole di sosta: un immenso mare di cartacce, bottigliette e bottiglioni, buste di spazzatura strapiene di ogni genere di rifiuto, pneumatici di auto, camion e moto, vetro in qualsiasi forma, gli immancabili maleodoranti pannolini colmi, rottami di ferraglia e tanto altro ancora. Identica situazione alle fontanelle pubbliche e in qualsiasi luogo dove ci si può fermare in auto.

L’altro giorno ho letto su un giornale lucano che un giornalista aveva notato, sarà stato per l’elevato acume della categoria lucana, l’enorme mare di mondezza lasciata sui margini della carreggiata e soprattutto nelle piazzole. Questa situazione è palese ormai da anni, ma ha visto un improvviso aumento, soprattutto negli ultimi tempi con i primi esperimenti di raccolta differenziata nei vari comuni lucani. Alcune persone (se così si possono definire) non vogliono farla e preferiscono gettare la propria spazzatura nella prima piazzola che trovano. Come si possono definire questi esseri? Bestie? Si offenderebbero gli animali. Barbari? Si offenderebbero gli unni e i loro compagni. Ogni offesa sarebbe comunque sprecata perché questi esseri sono talmente ignoranti, ottusi e merdacce che non capirebbero affatto la gravità del loro atto.

Cosa sta succedendo alla nostra bellissima terra? Cosa stiamo facendo? Dov’è finita la nostra coscienza ambientalista? Da quando i lucani si sono riscoperti lerci? Noi lucani siamo mai stati generosi con il nostro territorio? Abbiamo mai tutelato il nostro ambiente? Diciamolo palesemente: siamo una massa di bestie abominevoli ingenerosi con la nostra madre che ci ha nutrito da sempre. Come si fa ad inquinare in un modo del genere? Con quale coraggio? Possibile che siamo di fronte a gente che non se ne frega assolutamente nulla del luogo in cui vive? Mah, non resta che fare spallucce e dare il buon esempio per quanto possibile.

Come risolvere questo problema? Prima di tutto si devono rimuovere i rifiuti lì presenti, che sono indecenti, inquinanti e anche molto pericolosi, ad esempio per i motociclisti. In un secondo momento bisogno assolutamente insegnare una nuova coscienza ambientalista nelle scuole e anche nelle famiglie. I controlli non devono mancare e soprattutto bisogna punire in maniera esemplare i delinquenti colti in flagranza. Ultima cosa, ma forse la più utile e significativa: tutti i cittadini onesti e rispettosi del proprio territorio devo creare frequenti occasioni per ritrovarsi con le istituzioni locali e pulire con le proprie mani l’imbratto altrui. Le amministrazioni competenti devono in tutti i modi fermare questa terribile deriva, che resterà come una macchia sulla nostra coscienza e sulla nostra immagine fuori dai confini regionali.

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