È un’abitudine, la mia, quella di attaccare continuamente e frontalmente chiunque pretenda di cambiare la politica italiana con le parole, dimostrando però che nei fatti la realtà è un’altra. Ho attaccato il mio partito, ho attaccato i suoi uomini, i suoi tesserati, i suoi simpatizzanti e i suoi papaveri, dagli assessori ai dirigenti. Ho punzecchiato i politici che “portavano” i voti, quelli che foraggiavano, quelli che pascolavano. Ho usato i miei post come delle clave per martellare e colpire chiunque pretendesse popolarità e considerazione, senza averne merito.

Molti però non sanno perché ho compiuto questa scellerata azione di distruzione. Non me ne vogliano i politici, e non, soprattutto del mio partito, che ho attaccato. Non attacco per puro divertimento o per mio personale gusto della critica, ma muovo interrogativi solo per migliorare la situazione attuale, che non è certo delle migliori. Molti potrebbero dire che questo non è il momento per attaccare, per denigrare, per cercare il “pelo nell’uovo”. Io non sono dello stesso parere. È proprio ora che bisogna aprire una grande discussione su cosa si è fatto di giusto, su cosa si sta facendo, sul nostro programma futuro, su cosa vorremo fare da grandi, su cosa è meglio per il partito, cosa è meglio per i nostri elettori e cosa per gli italiani.

Oggi, l’Unione di Centro è un partito che ha terminato il proprio cammino, sospinto per l’ultima volta dalla brezza estiva. L’Udc ha pure vinto perché non si è lasciata spazzare via dai due  falsi giganti che ora sprofondano, ma l’UDC è alla meta. Questo nostro fedele compagno deve arrivare al traguardo di Chianciano, al congresso costitutivo del nuovo progetto del Partito della Nazione. Nuovi progetti, nuovi nomi, nuovi slogan, nuovi dibattiti, nuove idee. Ma gli uomini e i burocrati sono sempre gli stessi. Qui bisogna ragionare. Io non sono contro gli uomini, anzi sono per un loro cambiamento, per una loro nuova dedizione ad un nuovo stile di fare politica, non a parole, con i fatti. Sono soprattutto  per il merito.

Ecco perché me la prendo sempre e solo con gli uomini dell’Udc e non degli altri partiti. A me interessa quello che fanno in casa mia, quello che succede altrove poco mi entusiasma. Io voglio un partito che prima di criticare, prima di scendere in campo, prima di presentare una lista alle elezioni, prima di mettersi in gioco, deve assolutamente mettere a posto ciò che di cattivo, sbagliato e dannoso c’è al proprio interno. C’è bisogno di entrare nel nostro armadio e fare un po’ di pulizia cacciando i vari scheletri che conserviamo nel nostro partito. Dobbiamo pulire il nostro armadio e poi uscire di casa, stanchi per il lavoraccio fatto, fieri di averlo portato a termine, ma finalmente pronti per guardare avanti, senza rivolgere il nostro sguardo e il nostro pensiero al passato,  consapevoli che nessuno più potrà accusarci per le presenze poco piacevoli e le tante ombre che hanno popolato la nostra storia. Guardiamo in casa nostra, il  nostro contributo per l’Italia.

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