Quante volte da piccoli o nel corso degli studi scolastici abbiamo sentito parlare di favole? E quante altre ancora di morali?

Bene, sembra che anche il mondo politico abbia bisogno di una piccola rinfrescata alla memoria. Mi riferisco alla celeberrima favola di Esopo intitolata “La volpe e l’uva” che narrava appunto di una volpe tutta intenta a raggiungere i grappoli succulenti di una vite abbastanza alta. Nessun salto portò il mammifero ad afferrare acini o tantomeno interi grappoli fino a quando la volpe, indignata e sconfitta, mentendo a se stessa definì quel prelibato bottino marcio. Numerosi proverbi e frasi comuni ci hanno più volte ricordato in simili situazioni la simpatica e divertente avventura della furba creatura, anche se questa volta a riportarlo alla nostra memoria è un avvenimento politico Made in Italy.

Con la formazione del gruppo “Futuro e Libertà per l’Italia”, promosso dai cosiddetti finiani, ex membri PDL vicini al presidente della Camera, è infatti iniziata quella che è stata definita campagna acquisti estiva, che, sulle orme delle frettolosa corsa che riviviamo nelle feste natalizie con code nei centri commerciali in tipico stile americano, ha visto membri dell’attuale risicata maggioranza corteggiare animatamente i parlamentari e le forze più vicine all’attuale schieramento di Governo. Non sono così mancate rincorse all’UDC, che però ha sempre dimostrato coerenza e fedeltà al mandato elettorale, rifiutando poltrone e incarichi che avrebbero sancito una vera e propria entrata nella maggioranza. Non sono mancati nemmeno accesi scambi e dibattiti che hanno solo contribuito a rimarcare giorno dopo giorno l’attenzione sulla questione allontanando politica e Governo dai veri problemi del Paese, che necessitano di celeri risposte ed interventi.

Fortuna che la linea dei centristi è sempre stata fedele alle posizioni iniziali, sempre confermate da espressioni come “opposizione repubblicana” che indica la responsabilità nel voto e nel lavoro parlamentare. Sfiancati un po’ dal caldo e dalle temperature estive, un po’ dai continui rifiuti dei membri dell’UDC, i membri della maggioranza, come per difendere “capre e cavoli” hanno optato per la prosecuzione della legislatura senza l’inglobamento dei centristi, scongiurando quella che si prospettava essere un autunnale ritorno alle urne, dannoso per gli Italiani.  Ma ad indignare un po’ tutti è stato l’atteggiamento mediatico dopo l’ultimo vertice tra Berlusconi e i suoi, che ha presentato la decisione come  una chiusura delle porte all’UDC, quando poi era stata la stessa UDC a rifiutare inciuci e accordi di palazzo. Semplificando tutta la questione si potrebbe ricorrere alla favola iniziale, sottolineando che non era l’uva a cercare la volpe bensì il contrario. Magari prospettato in questi termini potrebbe riflettere meglio l’incresciosa situazione degli ultimi giorni, che ha portato la Lega e il PDL nuovamente a corteggiare l’area finiana, dividendosi tra amichevoli incontri, come quello annunciato con messaggero Cota, e prese di posizione che hanno il sapore del ricatto e dell’aut aut.

Quando la maggioranza avrà finalmente ritrovato il suo assetto, ritrovata una linea unica  e coerente, allora sì che l’UDC potrà tornare ad essere la forza interlocutrice di sempre, la forza aperta a confronti e proposte, ma a patto che siano concrete e precise. Con questo un chiaro riferimento va ai cinque punti su cui si annuncia la ripresa dei lavori. Ma attenzione: che queste parole non siano solo slogan insensati o specchi per le allodole, che questi temi non siano solo frutto di sterili dibattiti con dietro le quinte nessun serio provvedimento, che non si chiamino riforma della giustizia nuove leggi ad personam, che questa volta danneggerebbero numerosissimi altri scenari.
Non ci resta che metterci fiduciosi in attesa,  aspettando solo che si riattivi quel lavoro parlamentare che fa bene all’Italia, confusa e sfiduciata dopo quelli che sono stati definiti teatrini di fine estate.

Francesco Scavone

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