Riceviamo e Pubblichiamo

Ecco una storiella di un giovane amante della politica, con sogni e ideali, uno dei pochi ragazzi che entra in quel mondo sporco e subdolo, ricco di volontà e desiderio di cambiare il sistema…

Era un ragazzo che sin dalle scuole superiori si era messo in evidenza per le proprie idee, rappresentante di classe poi di istituto e infine  decise di volgere lo sguardo al di là degli armadietti scolastici, e spingersi dove in molti dicevano che avrebbe fallito perché nessuno era disposto a cambiare.

Ma lui si domandava: “se tutti si lamentano e nessuno fa niente, il sistema non muterà mai”. Così un giorno si affacciò alla politica bruciando le tappe nel modo più celere che potesse: militante, poi segretario di un movimento giovanile, e di colpo nel direttivo provinciale, ove si muoveva con rispetto e generosità. Un giorno però si guardò intorno e si rese conto che quel sistema doveva cambiare ancora, ma lo stesso sistema si ribellava ai cambiamenti.

Un sistema che prima lo elogiava per le sue capacità, prospettandoli un grande futuro, un futuro che lui neppure desiderava, poiché la politica per lui doveva esser vissuta nel pieno disinteresse delle poltrone degli incarichi. E una volta che si dice no al sistema, d’altronde non si può continuare a  ricevere le solite attenzioni se lo si vuol mutare…

Fu così che il giovane si guardò intorno, e vide che c’erano sempre le stesse poltrone, con sopra polvere alta cm, e vecchi giornali, con vecchie stampe a caratteri obsoleti… quelle poltrone che hanno condotto ad oggi un partito dalle grandi prospettive all’oblio. Quell’oblio causato dalla paura di cambiare…

Giovanni Boccoli

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