Qualche tempo fa, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, è stato pubblicata un’interessante relazione di Maria Ingrosso sulle malattie oncologiche. La giornalista sottolineava un allarmante aumento delle patologie tumorali in Basilicata, grazie ad una ricerca portata avanti da un gruppo di ricercatori  che appartengono ad una sezione dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto Tumori di Milano sulla base di dati dei Registri regionali dei tumori e dell’Istat.

Quanto è emerso è più che preoccupante.

Infatti, mentre nel resto d’Italia vi è una diminuizione dell’incidenza dei tumori sulla popolazione, in Basilicata vi è una triste controtendenza.

incidenza tumori Puglia e Basilicata

andamento incidenza tumori in Italia

I dati sono stati confermati da Gabriella Cauzillo, dirigente dell’Ufficio regionale della Basilicata per le Politiche della prevenzione sanità pubblica, Medicina del lavoro, sicurezza nei luoghi di vita e lavoro, nonché responsabile del Centro operativo regionale dell’Osservatorio epidemiologico lucano. La dirigente lucana ha affermato che i tumori incidono notevolmente sulla popolazione della nostra Regione, determinando una forte mortalità legata a questo male.

In particolare, nella zona dell’ex ASL 1 (Venosa), i tumori colpiscono soprattutto i maschi, con un consistente numero di leucemie e di neoplasie alla prostata, al polmone, al retto, al colon e allo stomaco, mentre sono soprattutto le femmine della ex ASL 4 (Matera), ad ammalarsi di tumori all’utero e alla mammella.

Ma da cosa dipende questo triste record?

I fattori che influenzano queste patologie sono molteplici:una cattiva alimentazione, un cattivo stile di vita, o una cattiva condizione ambientale.

Ebbene, come ridurre questo preoccupante problema?

Sicuramente, per ridurre l’incidenza dei tumori, è fondamentale una buona prevenzione. Bisogna dire che, la nostra Regione, porta avanti da una decina d’anni un’importantissima campagna di prevenzione, in base alla quale tutte le donne oltre i 30 anni vengono chiamate una volta ogni due anni a fare un pap test, e tutte le donne oltre i 50 vengono chiamate a fare una mammografia presso strutture pubbliche. Esami gratuiti, dunque, ai quali sarebbe bene non sottrarsi mai.

Vi è, infine, un altro tipo di prevenzione, legata al miglioramento delle condizioni esterne che determinano la salute dei cittadini. Sarebbe bene apportare dei miglioramenti ambientali in zone dove è in vertiginoso aumento il numero di tumori, e determinarne le cause.

Infatti, da questo studio nasce un interrogativo: perché nel nord, seppur pieno di industrie, il dato riguardante i tumori vede una curva in discesa, e nella nostra Basilicata questa curva è in costante salita? Come mai le regioni vicine sono in linea con il resto d’Italia, mentre in Basilicata si continua a morire?

Domande che esigono risposte. Speriamo che queste arrivino a breve termine, per evitare che il “male del secolo” mieta ancora così tante vittime.

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